Cosa ci insegna la favola “la lepre e la tartaruga”

La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: - Nessuno può battermi in velocità - diceva. - Sfido chiunque a correre come me. La tartaruga, con la sua solita calma, disse: - Accetto la sfida. - Questa è buona! - esclamò la lepre; e scoppiò a ridere. - Non vantarti prima di aver vinto replicò la tartaruga. - Vuoi fare questa gara? Così fu stabilito un percorso e dato il via. La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire in tempo."  (Esopo)

Mi è capitato per caso di rileggere la favola di Esopo e da qui è nata una breve riflessione sui messaggi che trasmette, legati sia all’educazione dei nostri figli sia al modo di vivere di noi adulti, spesso affannati e stressati nella perenne sfida contro il tempo.  

Prima di tutto la favola ci insegna l’importanza di non essere presuntuosi e di non sottovalutare mai gli altri. “La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: – Nessuno può battermi in velocità – diceva. – Sfido chiunque a correre come me”.  

In secondo luogo, ci insegna che, anche se in condizione di svantaggio, è possibile raggiungere molti traguardi con determinazione, calma e pazienza. Tutti nel percorso di crescita devono fare i conti con i propri limiti. È possibile apprendere e mettersi realmente in gioco solo se si ha la fiducia di poter raggiungere il traguardo con l’impegno e la determinazione e non perché talentuosi dalla nascita. La società narcisistica di oggi rischia di non valorizzare adeguatamente la fatica e l’impegno, piegandosi a una rincorsa costante di visibilità e ammirazione che rende soprattutto gli adolescenti più fragili, nell’affrontare il percorso psichico di accettazione dei limiti e rielaborazione dell’onnipotenza infantile.  

Infine la storia ci fa riflettere sull’importanza di sincronizzarsi nuovamente con il tempo naturale. È la società che ci impone un ritmo di vita frenetico e l’assenza di sintonizzazione con il proprio tempo naturale è spesso fonte di grande stress tanto per gli adulti, quanto per i bambini. La tartaruga sa bene dove andare, ha chiaro l’obiettivo da perseguire e passo dopo passo si avvicina al traguardo. Se la velocità è il solo elemento che influenza il nostro agire, ne usciamo invece disorientati e nella condizione di rincorrere affannosamente una meta senza riuscirci, come la lepre che invano cerca di tagliare il traguardo.

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