La chiave della felicità è la DISOBBEDIENZA in sé, a quello che non c’è

Quello che non c'è
Ho questa foto di pura gioia 
E' di un bambino con la sua pistola 
Che spara dritto davanti a se 
A quello che non c'è 
Ho perso il gusto, non ha sapore 
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore 
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e 
Su quello che non c'è 
Arriva l'alba o forse no 
A volte ciò che sembra alba 
Non è 
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e 
Su quello che non c'è 
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo 
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello 
La chiave della felicità è la disobbedienza in se 
A quello che non c'è 
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto 
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco 
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia 
Quello che non c'è 
Curo le foglie, saranno forti 
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti 
Ma questo è camminare alto sull'acqua e 
Su quello che non c'è 
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me 
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è 
Fottendosi da se, fottendomi da me 
Per quello che non c'è
Afterhours

Quante volte la sofferenza ci soffoca e stagniamo nell’illusione che ci sia quello di cui abbiamo bisogno?

Parafrasando i versi della canzone, anestetizzare il dolore e inibire la consapevolezza di desiderare quello che non c’è, fa perdere il gusto della vita e dà la sensazione di aver smarrito il controllo e la possibilità di scegliere.

L’estrema difesa dal dolore è data dalla scissione completa da sé delle proprie emozioni “curo le foglie, saranno forti, se riesco ad ignorare che gli alberi sono morti”.

Ma ecco che “arriva l’alba, so che è qui per me”. Un finale di speranza, quella che tutti noi possiamo infondere nuovamente nella nostra vita quando troviamo il coraggio di fronteggiare ed elaborare le questioni dolorose della nostra esistenza.

La psicoterapia è uno strumento attraverso cui affrontare il dolore, abbassandone la quota, permettendo alle difese di essere meno rigide e più morbide, riacquistando la capacità di cambiare e riprendere il cammino laddove si era interrotto.

la chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c’è

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